La teoria dei quattro temperamenti nasce nell’antica Grecia per mano di Ipocrate. Anche se alcune fonti sostengono che la teoria esistesse anche prima, cioè in civiltà come l’antico Egitto o la Mesopotamia.
I temperamenti sono stati un riferimento fondamentale alle origini della medicina e soprattutto della psicologia. Sebbene queste teorie siano diventate obsolete in questi validi campi di studio, sono state adottate da scuole di pensiero come la filosofia olistica e l’antroposofia.
In sintesi, ciascuno dei Quattro Temperamenti è definito come una struttura predominante e innata che predetermina il nostro rapporto con l’ambiente. Il temperamento è infuso nelle caratteristiche fisiche e psicologiche di una persona. Ogni temperamento è collegato a un fluido corporeo, a una stagione, a un colore e a un tipo di segno zodiacale… La sua complessità e il suo misticismo hanno ispirato grandi artisti e creatori come Dürer, Emile Zola o Carl Philipp Emanuel Bach.
Mi sono concentrato soprattutto sull’idea di ciò che è ereditato, innato, non appreso, lavorando su di esso e allo stesso tempo mettendone in discussione l’esistenza. Dopo aver lavorato su questo aspetto, la mia attenzione si è spostata su un’altra idea interessante: La necessità umana di contenere la complessità della mente in piccoli cassetti. Un tentativo di organizzare il caos dell’esistenza, tagliandolo e limitandolo a concetti razionali che cercano di spiegare il tutto.
Da questa idea ho creato queste quattro “scatole”, contenenti un’interpretazione personale dei Quattro Temperamenti, che rappresentano la loro complessità e l’intenzione di contenere ciò che non è possibile contenere.
La trasparenza del materiale aiuta a spiegare la teoria a livello tangibile. Deve essere in grado di manifestare scissione e unità allo stesso tempo. Scultura in movimento. Pittura e incisione su plexiglass, scatola di ferro, sistema interno di luci a led, base in legno serigrafato e inciso. 28x27x58cm.
TEMPERAMENTS fa parte di “Renaissance”, una mostra con Bezt_Etam e Vhils alla MAGMA Gallery
Foto ©Giorgio Benni
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