Merci

+Bordeaux (FR)+

In collaborazione con il comune di Bordeaux, si è deciso di riportare in vita il Temple des Chartrons, un luogo iconico per gli abitanti della città francese. La mostra “Merci” è un progetto site-specific sviluppato durante quattro mesi di residenza.
La mostra è una proposta immersiva che mette in discussione il nostro complesso e contraddittorio rapporto con la natura, attraverso uno spostamento di elementi vegetali in contrapposizione con l’architettura simbolica di un tempio che è stato chiuso al pubblico per più di trent’anni.

Pittura, scultura, video, suoni e proiezioni animano lo spazio. Attraverso una serie di accostamenti di immagini che utilizzano diversi media, giochi prospettici e cambiamenti di scala spaziale e temporale, un percorso sia sensoriale che metafisico impedisce un’unica lettura.

L’installazione è stata acquisita dal CAPC Musée d’art contemporain de Bordeaux.

VIDEOTEASER

La parola merci è stata originariamente utilizzata nel X secolo per chiedere misericordia, grazia, perdono, implicando quindi un dialogo sbilanciato. Una delle prime parole che già conosci in francese è merci. Inoltre, per caso, ti capiterà di entrare in una chiesa e trovare merci inciso sulle pareti, il significato evocativo e concreto di un ex-voto, un’offerta in cambio di grazia.
Nel tempio, MERCI diventa un dialogo tra il sacro e il pagano, il pensiero verticale e quello orizzontale, l’essere umano e l’idea di natura. Più che un omaggio, è un rapporto reversibile di sfida fatto di paura e attrazione.

Video di Matteo Berardone
Un MERCI speciale;
Silvia, Arturo, Gael, Gaetano, Fabrizio, Simone, Oriana, Edoardo, Carmelo, Juliette, Lucas, Claire, Anne helene, Jean Francois, le stupefacenti persone di vivre dell’arte, Silvan, Tatiana e il suo balletto, Vinny, Max, Marta, Laurallan, Angela, Jaro, Javi, Benjamin e tutte le altre persone che hanno reso possibile tutto questo e che forse ho dimenticato in questa lista.